mercoledì 7 luglio 2010

All you fascists


Si, lo so, non si fa.
Infierire sul nemico, dico. Non si fa.
Non è politically correct. Non è fine.
Non è da signore per bene.
Però io, che sono popolana, del bon ton me ne frego e infierisco.
Oh.
 
No, perché non se ne può più, di incassare con stile e eleganza.
Qua bisogna reagire.
Bisogna passare al contrattacco.
Bisogna usare le loro stesse armi.



Così l’ho fatto.
Ho stampato l’articolino che parla del consigliere provinciale del PDL.
Si si, proprio lui, il novello Mussolini. Quello che, in preda a visioni mistiche per consumo eccessivo di coca, si è affacciato al balcone facendo proclami.
Qualcuno poteva avvisarlo, però, che non era il balcone di piazza Venezia, ma quello della casa delle trans su cui stava indagando.

E quindi niente.
Ho stampato l’articolino, ci ho scritto su due note a margine, e l’ho consegnato al mio collega destrorso, appena rientrato dalle ferie. Lo stesso che mi aveva massacrata all’epoca dei fatti di Marrazzo. Devo ammettere che ha reagito sportivamente. Mi ha perfino offerto il caffè.

Si, lo so, non si fa.
Stuzzicare un laido maiale fascista, dico, non si fa.
No, perché con l’aria che tira non si sa mai, come andremo a finire.
E se arriva davvero la dittatura, quello, l’autista porco e fascista, come minimo lo mettono in uno squadrone della morte.
E allora si, che sarebbero cazzi amari!

Prudenza, occorre prudenza! Che i tempi sono bui e il futuro incerto.
Solo che a essere prudenti non ci si diverte.
E invece io, l’altra mattina, ho ghignato come una matta.

L’ho aspettato al varco.
L’autista porco e fascista, dico.
Quello che da sei anni mi rompe le palle chiedendomi il voto ad ogni elezione pur sapendo benissimo da che parte sto, e poi attacca la solita filippica anticomunista tipica del fascista idiota.
Quello che più lo tratti di merda e più ti srotola tre metri di lingua manco fosse un labrador all’equatore.

La musica ce l’avevo già pronta nel media player.
La gambetta l’ho accavallata al momento giusto, girandomi di tre quarti sulla poltrona intanto che partiva a tutto volume “Compagni dai campi e dalle officine prendete la falce e portate il martello...”

Il messaggio era chiaro: tu bestia fascist, io bella comunist, gira al largo che non c’è trippa per gatti!
Ma non sono del tutto sicura che lo abbia recepito!
D'altronde, da un fascista, per giunta stupido, per giunta laido, cosa ti vuoi aspettare...

3 commenti:

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Non avrà capito na mazza, ma prevenire è meglio che curare!

petrolio ha detto...

e il loro "scivolone" è molto più grave a mio parere! considerato che sì Marrazzo fosse colpevole di spese 'non previste'… ma il signorino era anche molto 'contrariato' dalle signorine transex… questi non sono particolari, queste sono differenze sostanziali!
autista
fascista
falcetta
faccetta
ehhhh macarena!

Dada ha detto...

@ rospo: non esiste cura nè prevenzione per certi esseri. l'unica soluzione è l'abbattimento.

@ petrolio: bravissima! il punto è quello. per me possono andare a zoccole, a trans, possono essere gay, possono fare le orge, ci possono nuotare, nella cocaina. possono fare che cacchio vogliono. ma, punto uno, lo facciano coi soldi loro. e punto due, cosa molto molto importante, evitassero, di ergersi a paladini difensori della morale pubblica.